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ORTAGGI INSOLITI

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Dalle bacche di goji allo zenzero, dal topinambur alle arachidi, dalla liquirizia alla stevia. Come coltivare ortaggi e frutti dimenticati o esotici, adatti al nostro clima e di elevato valore nutrizionale.

From goji berries to ginger, from Jerusalem artichokes to peanuts, from licorice to stevia. How to grow forgotten or exotic vegetables and fruits, suitable for our climate and of high nutritional value.

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Più biodiversità nell’orto e più varietà a tavola: è questo l’invito lanciato dagli autori di Ortaggi insoliti, dedicato alla coltivazione biologica di piante di elevato valore nutrizionale e grande interesse culinario, ma poco presenti nei nostri orti. I casi più eclatanti sono quelli dello zenzero, delle bacche di goji e della stevia, diventati negli ultimi anni molto popolari per le loro riconosciute virtù, eppure ancora poco coltivati in Italia.
Meno noti al grande pubblico, ma non per questo privi di interesse, sono la cicerchia, il lampascione e la portulaca, da sempre coltivati e consumati solo in alcune zone molto ristrette.
Nella lunga lista degli ortaggi insoliti ritroviamo anche verdure di pregio d’origine asiatica, africana o sud americana, ma che ben si adattano anche al nostro clima, come il pak choi, l’okra, la minzuna, il kiwano o il chayote. Non poteva mancare il lungo elenco di ortaggi nostrani, come la pastinaca, la scorza nera, il topinambur, l’erba di San Pietro, il farinaccio, che per secoli hanno rappresentato una preziosa fonte di nutrimento, ma che oggi sono caduti nell’oblio perché soppiantati da specie più produttive o semplicemente più richieste dal mercato. In totale nel libro vengono presentati 36 tra ortaggi, piccoli frutti e tuberi, a ognuno dei quali è dedicata una scheda approfondita con tutte le informazioni necessarie per la coltivazione. Un modo semplice e concreto per rendere i nostri orti più variegati e contrastare il processo di impoverimento della biodiversità e della nostra stessa dieta.

More biodiversity in the garden and more variety at the table: this is the invitation launched by the authors of unusual vegetables, dedicated to the organic cultivation of plants of high nutritional value and great culinary interest, but little present in our gardens. The most striking cases are those of ginger, goji berries and stevia, which in recent years have become very popular for their recognized virtues, yet still little cultivated in Italy. Less known to the general public, but not for this reason without interest, are the cicerchia, the lampascione and the portulaca, always cultivated and consumed only in some very restricted areas.
In the long list of unusual vegetables we find also valuable vegetables of Asian, African or South American origin, but that are well adapted also to our climate, such as pak choi, okra, minzuna, kiwano or chayote. The long list of home-grown vegetables, such as parsnips, black peel, Jerusalem artichokes, St Peter’s grass, and farinaccio, which for centuries have been a precious source of food, could not be missing, but that today have fallen into oblivion because they are supplanted by more productive species or simply more demanded by the market.  In total, the book presents 36 vegetables, small fruits and tubers, each of which is dedicated to a detailed sheet with all the information necessary for cultivation. A simple and concrete way to make our gardens more varied and to counter the process of impoverishment of biodiversity and our own diet.

SCHEDA CONTENUTO