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ARK JOURNAL n.3

20,00 17,00

Nel Volume III ci concentriamo su come diamo senso al nostro mondo attraverso l’arte e su come essere circondati dall’arte arricchisce le nostre vite. Dalla loro casa di Berlino, l’artista Anselm Reyle e l’architetto Tanja Lincke parlano di come la costruzione tra le rovine li ha aiutati a riscoprire la libertà creativa. A Parigi incontriamo la coppia dietro il marchio di moda Zadig & Voltaire la cui casa piena d’arte è impregnata del loro stile senza sforzo, mentre a Milano visitiamo l’appartamento che fa parte di una base privata, parte del progetto per il visionario co-Fondatore dello studio di design Studiopepe e del marito fotografo. A Helsinki incontriamo una coppia la cui vita ruota attorno alla straordinaria collezione di arte contemporanea e design finlandese. L’architetto e designer danese Star David Thulstrup svela il suo ultimo progetto residenziale, un attico di Copenhagen ispirato ai suoi interni del ristorante Noma. Un saggio fotografico del fotografo di moda Henrik Bülow, eseguito come speciale inserto di 16 pagine, interpreta il Bauhaus attraverso la lente della fotografia di moda e della natura morta.Esplorando l’effimero e la luce, un secondo inserto mostra l’arte seducente di Ann Veronica Janssens; lo stilista Pernille Vest utilizza materiali trasparenti per esprimere forme fluttuanti e lo Studio Oliver Gustav è lo scenario per un dialogo con il maestro della luce nordica, artista Vilhelm Hammershậi.

In Volume III we focus on how we make sense of our world through art and how being surrounded by art enriches our lives. From their Berlin home, artist Anselm Reyle and architect Tanja Lincke talk about how building amid ruins helped them rediscover creative freedom. In Paris we meet the couple behind fashion brand Zadig & Voltaire whose art-filled home is imbued with their effortless style while in Milan we visit the apartment that is part private base, part project for the visionary co-founder of design firm Studiopepe and her photographer husband. In Helsinki we meet a couple whose life revolves around their remarkable collection of contemporary art and Finnish design. Star Danish architect and designer David Thulstrup reveals his latest residential project, a Copenhagen attic apartment inspired by his interiors of Noma restaurant. A photo essay by fashion photographer Henrik Bülow, run as a special 16-page insert, interprets the Bauhaus through the lens of fashion photography and still life. Exploring ephemerality and light a second insert showcases the beguiling art of Ann Veronica Janssens; stylist Pernille Vest uses transparent materials to express floating forms and Studio Oliver Gustav is the setting for a dialogue with the master of Nordic light, artist Vilhelm Hammershøi.

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In Ark Journal esploriamo gli spazi intorno a noi, gli oggetti che mettiamo in loro e le persone che li fanno. Collegando architettura, design e arte, li mostriamo come un’interazione piuttosto che in silos, e con un senso di valori ed estetica scandinavi duraturi. Celebriamo buone idee, design e materiali onesti e inventivi e incoraggiamo il dibattito critico. In ogni numero visitiamo case straordinarie in tutto il mondo che sono più della somma delle loro parti e che esprimono le narrazioni personali delle persone che vivono in loro, le loro filosofie e influenze.Ponendo l’architettura al centro di Ark Journal, vogliamo considerarla nel contesto più ampio della nostra vita, riflettendo il suo lato più umanistico e celebrando la tattilità e le dimensioni individuali.

At Ark Journal we explore the spaces around us, the objects we put in them and the people who make them. Bridging architecture, design and art, we show them as interplay rather than in silos, and with a sense of enduring Scandinavian values and aesthetics. We celebrate good ideas, honest and inventive design and materials and encourage critical debate. Each issue we visit extraordinary homes around the world that are more than the sum of their parts and that express the personal narratives of the people who live in them, their philosophies and influences. By placing architecture at the core of Ark Journal, we want to consider it in the broader context of our lives, reflecting its more humanistic side and celebrating tactility and individual dimensions.

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