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CAMMINARE DAPPERTUTTO

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“Chi ama camminare cerca nella solitudine un’intima felicità. In questo libro ne troverà il senso e la bellezza”. (Duccio Demetrio)

“The one who loves to walk seeks in solitude an intimate happiness. In this book he will find the sense and the beauty”. (Duccio Demetrio)

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Il mondo è silenziosamente percorso da camminatori. Individui che camminano per la loro felicità, oltre che per andare da un luogo all’altro. Sono sempre esistiti, anche se non tutti pienamente consci di esserlo; alcuni erano e sono anche poeti, scrittori, filosofi, artisti. Tomas Espedal è uno di loro. Per lui camminare, pensare, scrivere fanno parte di uno stesso ciclo vitale che si ripete incessante nel suo destino. Che si tratti di camminare per una città come Parigi, della dolce campagna norvegese o dei sapori forti della Turchia, il viaggio inizia con un imperioso richiamo interiore, e prosegue a fianco di amici vivi o scomparsi, della memoria di compagni illustri come Rousseau o Rimbaud o Satie, di amori finiti o ancora da iniziare; passo dopo passo, con l’aiuto di paesaggi mozzafiato ma anche e forse di più del buio, ci si sente più vicini a sé e alle proprie sensazioni; e poi a un certo punto ecco l’altro richiamo, la nostalgia di casa e, una volta tornati, la gioia di camminare sui propri passi di tutti i giorni. Camminare, alla fine, è un modo di segnare un inizio e una fine, di dare ritmo e senso all’esistenza, anche nei pochi passi da casa all’emporio del quartiere.

The world is silently walked by walkers.Individuals who walk for their happiness, as well as to go from one place to another. They have always existed, although not all fully aware of it; some were and are also poets, writers, philosophers, artists. Tomas Espedal is one of them. For him walking, thinking, writing are part of the same vital cycle that is repeated incessantly in his destiny. Whether it’s walking through a city like Paris, the sweet Norwegian countryside or the strong flavors of Turkey, the journey begins with an imperious inner call, and continues alongside friends alive or missing, the memory of illustrious companions such as Rousseau or Rimbaud or Satie, of finite loves or yet to begin;step by step, with the help of breathtaking landscapes but also and perhaps more than the darkness, you feel closer to yourself and to your own feelings; and then at a certain point there is the other call, the nostalgia for home and, once back, the joy of walking on your every day steps. Walking, at the end, is a way of marking a beginning and an end, of giving rhythm and meaning to existence, even in the few steps from home to the neighborhood emporium.

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