In offerta!

FILOSOFIA DEL VIAGGIO

13,00 10,40

Il viaggio fornisce l’occasione per dilatare i cinque sensi: sentire e comprendere in modo più profondo, guardare e vedere in modo iù intenso, assaporare e toccare con maggiore attenzione. Teso e pronto a nuove esperienze, il corpo in subbuglio registra più dati rispetto al consueto […]. Viaggiare intima il pieno funzionamento dei sensi. Emozione, affezione, entusiasmo, stupore, domande, sorpresa, gioia e sbalordimento, ogni cosa si mescola nell’esercizio del bello e del sublime, dello spaiamento e della differenza.

The journey provides an opportunity to broaden the five senses: to feel and understand in a deeper way, to look and see in a more intense way, to taste and touch with greater attention. Tense and ready for new experiences, the body in turmoil records more data than usual […]. Travel intimate the full functioning of the senses. Emotion, affection, enthusiasm, amazement, questions, surprise, joy and amazement, everything is mixed in the exercise of beauty and sublime, of spaiamento and difference.

Esaurito

Nell’era di internet, delle comunicazioni rapide, del turismo low cost, della più veloce tecnologia audio e video, quando il mondo, tutto il mondo, sembra a una manciata di minuti da noi, pronto a essere guardato, toccato e mangiato; in mezzo alla folla, armata di fotocamere per catturare nient’altro che uno scatto di cartoline già viste, calzata con scarpe comode per camminare lì dove non può non aver camminato, e pesante di souvenir riportati a casa come trofei, giunge, inaspettata, una domanda. Esiste ancora il viaggio? E che cos’è il viaggio, chi è il viaggiatore? Ci ricordiamo da dove viene la voglia di aprire un atlante, l’eccitazione di puntare il dito su una qualunque regione del globo, la voce straniera che ci ingiunge di andare? Michel Onfray è qui con questo piccolo prezioso libro per aiutarci ad aprire nuovamente gli occhi e guardare alla scoperta, per mostrarci come sia possibile, senza aver programmato il come e il perché, chiudere uno zaino, girare la chiave nella toppa e voltare le spalle alla porta di casa per lasciare spazio ai sensi ritrovati che, soli, liberi da guide e manuali, ci condurranno a scoprire i colori dell’altrove e gli odori dell’ignoto. Per tornare, certamente: perché del viaggio fa parte anche il ritorno, non ricchi di cose ma ricchi di diversità, della diversità che dona un senso all’essere partiti.

In the era of internet, fast communications, low-cost tourism, the fastest audio and video technology, when the world, the whole world, seems a matter of minutes away from us, ready to be watched, touched and eaten; in the crowd, armed with cameras to capture nothing but a shot of postcards already seen, fit with comfortable shoes to walk there where he can not have walked, and heavy souvenirs brought back home as trophies, comes, unexpected, a question. Does the journey still exist? And what is the journey, who is the traveller? Do we remember where the desire to open an atlas comes from, the excitement of pointing the finger at any region of the globe, the foreign voice that commands us to go? Michel Onfray is here with this precious little book to help us open our eyes again and look at the discovery, to show us how it is possible, without having planned how and why, close a backpack, turn the key in the patch and turn your back to the door of the house to leave room for the senses found that, alone, free from guides and manuals, will lead us to discover the colors of elsewhere and the smells of the unknown. To return, of course: because the journey also includes the return, not rich in things but rich in diversity, the diversity that gives a sense to being away.

SCHEDA CONTENUTO