In offerta!

IL GUSTO DELLA CONVERSAZIONE

17,00 13,60

Il gusto della conversazione è una passeggiata filosofica dai toni garbati, un manuale d’uso in cui Sansot delinea con raffinatezza le forme di quest’arte, un bene che appartiene a tutti e di cui non ci si può appropriare, fondato sulla reciprocità e sulla considerazione degli altri, ma minacciato dall’uso improprio della parola, che può diventare logora e priva di significato. Al riparo dai tranelli della retorica, dalla ripetizione stanca che nulla aggiunge al linguaggio e al pensiero, la conversazione infonde solidarietà e comprensione nelle nostre relazioni. In definitiva, la conversazione è ciò che più ci rende umani.

The taste of conversation is a philosophical walk in polite tones, a user manual in which Sansot delineates with refinement the forms of this art, a good that belongs to all and that you can not appropriate, based on reciprocity and the consideration of others, but threatened by the misuse of the word, which can become worn out and meaningless. Away from the pitfalls of rhetoric, from the tired repetition that adds nothing to language and thought, conversation infuses solidarity and understanding into our relationships. Ultimately, conversation is what makes us more human.

Disponibilità: 2 disponibili

La conversazione è «l’occasione per intrecciare la nostra esistenza con altre esistenze» dichiara Pierre Sansot. «Ci rassicura sulla somiglianza con tutti i nostri simili e sulla vicinanza con le persone più lontane da noi.» Ci porta verso terre sconosciute, per gettare le fondamenta di uno spazio condiviso che permetta di ritrovare noi stessi e di scoprire gli altri. E tutto questo grazie alla parola, che ci richiama dal nostro isolamento e ci invita a uno scambio autentico. Una conversazione ben fatta non disdegna intoppi, pause, ripartenze; si contraddistingue per naturalezza, una buona dose di impertinenza, momenti di dubbio e una certa propensione a meravigliarsi. È il risultato dell’equilibrio tra leggerezza e profondità, non scade mai nella frivolezza di chi trascura le preoccupazioni e le sfortune altrui o nella grevità di chi sovraccarica di tormenti gli altri. Perché un buon conversatore non ostruisce il nostro orizzonte, bensì lo spalanca facendoci respirare aria fresca. Ma come si distingue la conversazione dal dialogo o dal colloquio? Quando si svilisce nella sua caricatura, ossia nella chiacchiera? Possiamo conversare con Dio, con i poeti, tra amanti?

The conversation is «the occasion to intertwine our existence with other existences» declares Pierre Sansot. «It reassures us about the similarity with all our fellow men and the closeness with the people furthest from us.» It takes us to unknown lands, to lay the foundations of a shared space that allows us to find ourselves and discover others. And all this thanks to the word, which calls us back from our isolation and invites us to an authentic exchange. A well-made conversation does not disdain hitches, pauses, departures; it is characterized by naturalness, a good dose of impertinence, moments of doubt and a certain propensity to wonder. It is the result of the balance between lightness and depth, never falls into the frivolity of those who neglect the concerns and misfortunes of others or in the severity of those who overload the torments of others. Because a good conversationalist does not obstruct our horizon, but opens it wide, making us breathe fresh air. But how do you distinguish the conversation from the dialogue or the conversation? When is it debased in its caricature, that is in the chat? Can we converse with God, with poets, between lovers?

SCHEDA CONTENUTO