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L’ALMANACCO EDITORE: 1. E’ BORG DAL SARACH

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Questo libro, scritto da appassionati e studiosi della memoria storica forlivese, è la prova che i commercianti di via Maurizio Quadrio sono sulla buona strada. Il loro progetto del “Borgo delle Saracche” va ben oltre il tentativo di rispolverare una delle più belle espressioni della tradizione locale. Intanto, ha trovato un valido supporto storiografico con immagini e testi di un passato che rischiava di andare perduto. Ma la vera conquista sta proprio nel recupero di un’area nevralgica, chiaramente votata ad una funzione commerciale. Fino a qualche decennio fa, l’espressione dialettale “a vegh in te borgh” significava recarsi in città a fare la spesa “grossa”. In quelle botteghe nel cuore della città, si poteva trovare veramente di tutto. Oggi il mondo è cambiato sotto molti punti di vista, la catena distributiva si è arricchita di centri commerciali di medie e grandi dimensioni ed è cresciuta la mobilità delle persone. Ma il nostro centro storico può vincere la sfida di rimanere un luogo importante e significativo per il commercio e le relazioni sociali. Il gruppo di imprenditori capitanati da Stenio Antonelli ha capito che un’efficace strategia dell’offerta deve coniugare qualità, immagine e, appunto, tradizione. Anche se il rinato “Borg dal sarach” non ha più il lato di negozi posti al piano terra dello scomparso Palazzo Orselli, l’assortimento dei generi in vendita in via Quadrio è innegabile. Confidiamo che il ruolo di apripista svolto dai commercianti del “Borgo delle Saracche” possa presto essere riproposto in altre aree nevralgiche del nostro cuore urbano.

This book, written by enthusiasts and scholars of historical memory forlivese, is proof that the traders of via Maurizio Quadrio are on the right path. Their project of the “Borgo delle Saracche” goes well beyond the attempt to dust off one of the most beautiful expressions of the local tradition. Meanwhile, he found a valid historiographical support with images and texts of a past that was in danger of being lost. But the real conquest lies in the recovery of a neuralgic area, clearly devoted to a commercial function. Until a few decades ago, the dialectal expression “a vegh in te borgh” meant going to the city to do the “big” shopping.In those shops in the heart of the city, you could really find anything. Today the world has changed from many points of view, the distribution chain has been enriched with medium and large shopping centers and has grown the mobility of people. But our historic center can overcome the challenge of remaining an important and significant place for trade and social relations. The group of entrepreneurs led by Stenio Antonelli understood that an effective strategy of the offer must combine quality, image and, indeed, tradition. Although the reborn “Borg dal sarach” no longer has the side of shops on the ground floor of the disappeared Palazzo Orselli, the assortment of goods for sale in Via Quadrio is undeniable. We trust that the pioneering role played by the merchants of the “Borgo delle Saracche” can soon be repeated in other key areas of our urban heart.

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