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MAD IN ITALY

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Dai paninari al Gabibbo, da Drive In a The Lady, da Jerry Calà a Barbara D’Urso, da Pamela Prati e Mark Caltagirone a Morgan e Bugo:un viaggio nell’anima trash degli italiani di ieri e di oggi.

From sandwiches to Gabibbo, from Drive In to The Lady, from Jerry Calà to Barbara D’Urso, from Pamela Prati and Mark Caltagirone to Morgan and Bugo: a journey into the trash soul of the Italians of yesterday and today.

 

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Il Gabibbo che sfiora la top 10 dei singoli musicali più venduti. Gianfranco Funari candidato sindaco a Milano. Renato Pozzetto che gareggia nella Parigi-Dakar. Le televendite di Wanna Marchi e degli improbabili piazzisti di Telemarket. Monsignor Milingo che passa dal cantare a Sanremo allo sposarsi allo Yankee Stadium di New York. L’Uomo Gatto a Sarabanda. C’è un filo unico che collega queste immagini: un insieme di idiozia e genialità, cattivo gusto e spontaneità, ingenue velleità e spettacolari fallimenti, comportamenti immorali e manifestazioni grottesche, premesse drammatiche e risoluzioni comiche. In una parola, il trash.Gabriele Ferraresi ripercorre questo filo lungo gli ultimi quarant’anni di vita del nostro paese: gli arroganti e spensierati anni ottanta, incarnati dai paninari e da Jerry Calà, da Luis Miguel e dalla guida alle discoteche d’Italia di Gianni De Michelis; i colorati anni novanta, con il karaoke in tv e Luke Perry che passa da Beverly Hills 90210 a Vacanze di Natale 95, ma anche con Nino D’Angelo che gira una parodia di Titanic in salsa neomelodica; i primi anni del nuovo millennio, che scorrono inquieti tra il ministro Calderoli che sfoggia una maglietta irriverente su Maometto provocando scontri armati in Libia e l’epica lite in diretta tra Antonio Zequila e Adriano Pappalardo; e in ne lo spaventato e confuso decennio seguito a crisi economica e diffusione dei social, con il furto della salma di Mike Bongiorno e la webserie The Lady, la svolta mistica di Pippo Franco e il mistero delle nozze tra Pamela Prati e Mark Caltagirone. Mad in Italy è un pellegrinaggio alla scoperta della parte più esposta e meno raccontata dell’anima italiana: il tentativo di ricostruire il puzzle dell’identità nazionale attraverso i suoi tasselli più assurdi e volgari, per cercare di capire che cosa di noi è rimasto immutato nel tempo e come invece siamo cambiati. Un bestiario del trash contemporaneo in cui, tra vip in declino e anonimi individui baciati per un momento dalla gloria, riconoscere il nostro volto più vero e imbarazzante.

The Gabibbo that touches on the top 10 of the best-selling musical singles.Gianfranco Funari candidate mayor in Milan. Renato Pozzetto who competes in the Paris-Dakar. Wanna Marchi’s telesales and improbable marketers of Telemarket.  Monsignor Milingo who goes from singing in Sanremo to getting married at Yankee Stadium in New York. The Cat Man in Sarabanda. There is a unique thread that connects these images: a combination of idiocy and genius, bad taste and spontaneity, naive wishful thinking and spectacular failures, immoral behavior and grotesque manifestations, dramatic premises and comic resolutions.  In a word, the trash.Gabriele Ferraresi retraces this thread along the last forty years of life of our country: the arrogant and carefree eighties, embodied by paninari and Jerry Calà, Luis Miguel and the guide to the discos of Italy by Gianni De Michelis; the colourful nineties, with karaoke on TV and Luke Perry passing from Beverly Hills 90210 to Christmas Break 95, but also with Nino D’Angelo shooting a parody of Titanic in neomelodic salsa; the first years of the new millennium, which run uneasy between Minister Calderoli who flaunts an irreverent shirt on Mohammed causing armed clashes in Libya and the epic fight live between Antonio Zequila and Adriano Pappalardo;And in it the frightened and confused decade following economic crisis and spread of social, with the theft of the body of Mike Bongiorno and the webserie The Lady, the mystical turning point of Pippo Franco and the mystery of the wedding between Pamela Prati and Mark Caltagirone. Mad in Italy is a pilgrimage to discover the most exposed and least told part of the Italian soul: the attempt to reconstruct the puzzle of national identity through its most absurd and vulgar pieces, to try to understand what has remained unchanged in time and how we have changed. A bestiary of contemporary trash in which, between celebrities in decline and anonymous individuals kissed for a moment by the glory, recognize our most true and embarrassing face.

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