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STORIA DEL CAMMINARE

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Quando ci concediamo ai luoghi essi ci restituiscono a noi stessi e, più arriviamo a conoscerli, più vi seminiamo l’invisibile messe delle memorie e delle associazioni che saranno lì ad aspettarci quando vi ritorneremo, mentre luoghi nuovi ci offriranno pensieri nuovi e nuove opportunità. Esplorare il mondo è uno dei modi migliori per indagare la mente, e il camminare percorre entrambi i terreni.

When we give ourselves to places they give us back to ourselves and, the more we get to know them, the more we sow the invisible harvest of memories and associations that will be there waiting for us when we return, while new places will offer us new thoughts and new opportunities. Exploring the world is one of the best ways to investigate the mind, and walking covers both terrains.

Esaurito

Durante una marcia di protesta, in una località dal paesaggio incantevole o in una metropoli: andare a piedi può assumere significati molto diversi. In questa sua prima storia generale del camminare, Rebecca Solnit indaga la vasta gamma di possibilità racchiuse in questo atto primario e si concentra su alcuni personaggi che attraverso questo gesto hanno plasmato la nostra cultura, dai filosofi, ai poeti, agli alpinisti. Traccia i profili di alcuni tra i camminatori più significativi della storia e della narrativa, da Wordsworth a Kierkegaard, da Rousseau a Martin Luther King, alla ricerca della profonda relazione tra camminare e pensare, tracciandone l’evoluzione e spiegandone ogni sfumatura. Scopriamo così che camminare «ci permette di essere nel nostro corpo e nel mondo senza esserne sopraffatti» e «ci lascia liberi di pensare senza perderci totalmente nei pensieri», ci dispone, insomma, nello stato d’animo ideale per lasciare libera l’immaginazione. Il saggio di una pensatrice libera e autorevole, scritto con il consueto stile arguto e sferzante, privo di pregiudizi e ricco di originali spunti di riflessione.

During a protest march, in a resort with an enchanting landscape or in a metropolis: walking can take on very different meanings. In her first general story of walking, Rebecca Solnit investigates the wide range of possibilities contained in this primary act and focuses on some characters that through this gesture have shaped our culture, from philosophers, poets, mountaineers. He traces the profiles of some of the most significant walkers in history and fiction, from Wordsworth to Kierkegaard, from Rousseau to Martin Luther King, in search of the profound relationship between walking and thinking, tracing its evolution and explaining every nuance. We thus discover that walking «allows us to be in our body and in the world without being overwhelmed» and «leaves us free to think without getting totally lost in our thoughts», we dispose, in short, in the ideal mood to leave the imagination free.The essay of a free and authoritative thinker, written with the usual witty and scathing style, devoid of prejudices and full of original cues for reflection.

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