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A RUOTA LIBERA

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Diario di un ciclista urbano.

Diary of an urban cyclist.

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Le automobili sono ovunque. Sulle strade, sui marciapiedi, sulle corsie preferenziali, sui parcheggi riservati alle due ruote, in divieto di sosta, in doppia fila, in tripla fila, sulle strisce pedonali. Auto fumanti, rabbiose, congestionate. Abbandonare l’auto e salire in sella a una bici può sembrare allora una scelta radicale. Tanto più in una metropoli, dove il pericolo è letteralmente dietro l’angolo, lungo le corsie sbiadite di strade lastricate di buone intenzioni, ma poi squarciate dalle voragini di manti stradali che si arrendono alla prima pioggia invernale. E così un semplice sciopero, un acquazzone improvviso, un qualunque banale evento si trasforma in emergenza. Impensabile uscire in bicicletta, o forse no? “A ruota libera” ci racconta la vita di un ciclista urbano, il suo incessante peregrinare tra le piazze, le vie e i parchi, ci parla della necessità di cambiare le politiche sulla mobilità urbana, ma ci permette anche di assaporare il gusto della libertà e dell’indipendenza, la soddisfazione di arrivare in orario agli appuntamenti, la leggerezza di muoversi e di fermarsi ad ammirare uno scorcio. Ci regala memorie, riflessioni e ricordi in cui le persone che incontriamo rappresentano l’anima, a volte ferita, della Capitale. Sullo sfondo della magnificenza imperiale di Roma, con il suo crogiuolo di umanità che la popola e la sua riluttanza al cambiamento, si fa strada il racconto del reale da un punto di vista altro, che ci conduce nella sfera del possibile, ancorché lontano.

The cars are everywhere. On the roads, on the sidewalks, on the preferred lanes, on the car parks reserved for the two wheels, no parking, double row, triple row, on the pedestrian strips.Steaming, angry, congested cars. Leaving the car and riding a bike may seem a radical choice.All the more so in a metropolis, where the danger is literally around the corner, along the faded lanes of roads paved with good intentions, but then torn apart by the chasms of road coats that surrender to the first winter rain. And so a simple strike, a sudden downpour, any trivial event turns into an emergency. Unthinkable to go out on a bike, or maybe not? ” Freewheeling” tells us about the life of an urban cyclist, his incessant wandering between squares, streets and parks, tells us about the need to change policies on urban mobility, but also allows us to enjoy the taste of freedom and independence, the satisfaction of arriving on time at appointments, the lightness of moving and stopping to admire a glimpse. He gives us memories, reflections and memories in which the people we meet represent the sometimes wounded soul of the Capital. Against the backdrop of the imperial magnificence of Rome, with its melting pot of humanity that populates it and its reluctance to change, the story of the real makes its way from a different point of view, which leads us into the sphere of the possible, although far away.

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