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LA STRETTOIA

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È possibile conciliare uno Stato forte con la libertà dei suoi cittadini? Questo grande saggio, scorrevole e stimolante, fornisce una risposta al dilemma.

Is it possible to reconcile a strong state with the freedom of its citizens? This great essay, flowing and stimulating, provides an answer to the dilemma.

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“Chi si allontana dal gruppo è preda del falco” recita un proverbio del popolo Ashanti: il mondo è crudele e i forti hanno sempre oppresso i deboli con la violenza. In assenza di un’autorità centrale l’unica protezione è rifugiarsi in una gabbia – spesso opprimente – di norme, tradizioni e alleanze tra clan. Viceversa, uno Stato forte può proteggere gli individui, ma rischia di mutarsi in un mostro, in una dittatura oppressiva. Per gran parte della storia umana, in ogni luogo e tempo, la libertà non è stata qualcosa di scontato e naturale, ma una conquista sofferta ottentuta imboccando una vera e propria strettoia. Questo corridoio virtuoso esiste quando i poteri dello Stato e della società sono in equilibrio: quando le istituzioni sono forti, in grado di fornire servizi e far rispettare le leggi; e quando, al tempo stesso, i cittadini hanno la capacità di tenere sotto controllo e chiamare in causa le autorità. La strettoia analizza il modo in cui le nazioni sono riuscite a bilanciare queste due forze in equilibrio precario. Ripercorre la via attraverso cui alcune sono entrate nel corridoio della libertà e altre ne sono rimaste fuori o ne sono dolorosamente uscite. Esplora la storia della democrazia in Grecia, della nascita degli Stati Uniti  e di quella delle nazioni create da Maometto e Shaka a partire da terre e popoli divisi. Traccia le origini di un’Europa dai molteplici centri di potere e di una Cina dominata da un’autorità centrale, con i loro percorsi drammaticamente diversi. Indaga le radici del fallimento di molte rivoluzioni nel Medio Oriente e delle speranze per il futuro dell’Africa. Dopo il best seller Perché le nazioni falliscono, Acemoglu e Robinson aggiungono un nuovo tassello fondamentale al loro grande mosaico che ritrae la storia delle società umane. E ci ricordano, oggi più che mai, che la libertà non è dovuta, ma è una vittoria che dipende da un fragile equilibrio di forze, in bilico tra il caos e l’oppressione.

“Those who depart from the group are prey to the hawk” says a proverb of the Ashanti people: the world is cruel and the strong have always oppressed the weak with violence. In the absence of a central authority the only protection is to take refuge in a cage – often oppressive – of norms, traditions and alliances between clans. On the other hand, a strong state can protect individuals, but it risks becoming a monster, an oppressive dictatorship. For much of human history, in every place and time, freedom has not been something obvious and natural, but a painful conquest achieved by taking a real bottleneck. This virtuous corridor exists when the powers of state and society are in balance: when the institutions are strong, able to provide services and enforce laws; and when, at the same time, the citizens have the ability to control and challenge the authorities. La strettoia  analyzes how nations have managed to balance these two forces in precarious equilibrium. It retraces the path through which some have entered the corridor of freedom and others have remained outside it or have painfully left it. Explore the history of democracy in Greece, the birth of the United States and that of the nations created by Muhammad and Shaka from divided lands and peoples. It traces the origins of a Europe with multiple centers of power and a China dominated by a central authority, with their dramatically different paths. It investigates the roots of the failure of many revolutions in the Middle East and hopes for the future of Africa. After the bestseller Perché le nazioni falliscono, Acemoglu and Robinson add a new key piece to their great mosaic depicting the history of human societies. And they remind us, today more than ever, that freedom is not due, but is a victory that depends on a fragile balance of forces, poised between chaos and oppression.

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