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L’ALMANACCO EDITORE: 6. IL CAMPO DELL’ABATE

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Arrivare nel cuore di una città è come scoprirne la forza propulsiva e pulsante, saldamente ancorata alla sua storia che – proprio in quel luogo – emerge in tutto il suo vigore. Il Campo dell’Abate, o piazza Saffi, a seconda della definizione religiosa o laica, è per Forlì tutto questo. Un’area più circoscritta dal punto di vista geografico rispetto ai Borghi cittadini che la cooperativa editoriale “L’Almanacco” ha raccontato nell’ormai lunga collana proposta agli appassionati fin dal 2004, ma enormemente più ampia se la si proietta a ritroso nei secoli e se ne leggono le vicissitudini. Crocevia di drammi come lo scempio dei cadaveri dei partigiani della banda Corbari appesi ai lampioni e di celebrazioni politiche, religiose e civil; stragi, omicidi e folle in festa; fatti d’arme e rivoluzioni architettoniche e artistiche, la piazza più importante del capoluogo romagnolo si inserisce perfettamente nel solco della tradizione tutta italiana che vede ruotare le città intorno al loro punto nevralgico. A guardarla dall’alto gli occhi di San Mercuriale e quelli, trasformati in un gigantesco quadrante che scandisce le ore, della Torre civica. Ed è da quell’altezza che anche noi abbiamo provato a ripercorrerne le varie trasformazioni, spettatori seduti in un’ideale macchina del tempo che – sotto i nostri occhi e quelli dei lettori che vorranno sfogliare queste pagine – ci racconta secoli di avvincenti avvenimenti.

Arriving in the heart of a city is like discovering its propulsive and pulsating force, firmly anchored to its history that – just in that place – emerges in all its vigour. The Campo dell’Abate, or Piazza Saffi, depending on the religious or secular definition, is for Forlì all this. A more limited area from a geographical point of view compared to the city villages that the publishing cooperative “L’Almanacco” told in the long series proposed to fans since 2004, but vastly wider if you project it backwards over the centuries and read its vicissitudes. Crossroads of dramas such as the destruction of the corpses of the partisans of the band Corbari hanging from lampposts and political celebrations, religious and civil; massacres, murders and festive crowds; events of arms and architectural and artistic revolutions, The most important square of the Romagna capital fits perfectly in the wake of the Italian tradition that sees the cities revolve around their nerve center. Looking at it from above, the eyes of San Mercuriale and those of the Civic Tower, transformed into a gigantic quadrant that marks the hours. And it is from that height that we too have tried to retrace the various transformations, spectators sitting in an ideal time machine that – before our eyes and those of readers who want to browse these pages – tells us centuries of exciting events.

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